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Recensione su Tuttomontagna del luglio 2009 PDF Stampa E-mail

Articolo uscito su Tuttomontagna (numero 151 del luglio 2009) che parla del nostro comitato.

Fonte: Tuttomontagna.

PRIMI PASSI DEL COMITATO “C’È VITA IN STRADA”

“Stiamo dalla parte della legalità”

Tra le varie attività volte alla prevenzione, Vignali e soci prestano molta attenzione agli autovelox. La mancanza di collaborazione da parte della Polizia municipale castelnovese e l’invito di quella di Casina a testare insieme il nuovo apparecchio. L’appello: “Segnalateci le anomalie”.

Michele Campani

 



Il nuovo autovelox. Sotto, Davide Vignali e il logo del comitato.

Il comitato “C’è Vita in Strada” è stato fondato formalmente il 10 marzo scorso in un ristorante davanti a una pizza, da Davide Vignali (che ne è presidente), Agostino Giovannini e Mattia Rontevroli. Le storie di queste tre persone sono diverse ma le strade si sono poi incontrate quando si è trattato di affrontare le problematiche dei pattugliamenti e della sicurezza stradale in montagna.
Mattia e Agostino, già nel 2007, organizzarono un incontro con la cittadinanza in occasione del quale furono manifestate critiche sull’operato della Polizia municipale, che a loro parere non affrontava la tematica della sicurezza stradale in un’ottica di prevenzione ma pensava più alla cassa. E come dargli torto, dal momento in cui dai dati pubblicati il 18 giugno scorso su Il Resto del Carlino risulta che nel 2007 il Comune di Castelnovo Monti aveva un introito per multe procapite più elevato persino di quello di Reggio Emilia...


Dopo una spiacevole esperienza personale, Davide Vignali ha iniziato a prestare particolare attenzione ogni volta che incontrava una postazione autovelox verificandone la regolarità, fino ad arrivare al maggio 2008, quando ci fu il famoso episodio di Casino, con il video finito su Youtube.
Da allora le strade di Davide e quelle di Mattia e Agostino si sono unite, ne è scaturito un incontro con la cittadinanza nell’ottobre 2008 nel quale è emerso un malcontento diffuso sul modo di operare soprattutto del servizio associato di Polizia Municipale di Castelnovo Monti, Baiso, Carpineti, Toano e Viano.
Ad oggi il comitato si sta muovendo in più direzioni: si stanno analizzando e fotografando alcuni tratti di strada dove periodicamente si verificano incidenti gravi, per poi richiedere modifiche strutturali agli organi competenti.
C’è in programma un nuovo incontro con i cittadini e con l’Amministrazione di Castelnovo Monti al fine di segnalare i problemi emersi con la PM, evidenziare i punti di maggior pericolo nelle strade che attraversano la montagna, proporre soluzioni volte ad aumentare la prevenzione al posto della repressione e avvicinare il cittadino al lavoro delle Forze dell’ordine, in un’ottica collaborativa. C’è in corso una richiesta di chiarimenti al Comune di Vezzano sul Crostolo, dopo la visione di un video di Youtube segnalato attraverso il sito (www.cevitainstrada.it) nel quale figura una pattuglia in servizio e l’agente con relativa auto di servizio nascosti in una stradina interna.
“Purtroppo - spiega Vignali - allo stato attuale è da rilevare, a mio avviso, una mancanza di collaborazione da parte del servizio associato di Polizia municipale di Castelnovo Monti, Baiso, Carpineti, Toano e Viano, nella persona del suo comandante responsabile della gestione degli atti amministrativi, il che non è di certo di stimolo a continuare. Ho presentato varie richieste di accesso ai documenti amministrativi, alcune a titolo personale ed altre a nome del comitato. Fra tutte le risposte che sono finora arrivate, in nessun caso sono stati consegnati i documenti richiesti. Posso capire che a volte non si abbia diritto ad ottenere l’accesso a un documento, anche se tutte le richieste effettuate mi sembravano più che legittime. Ma quando, in seguito a un rifiuto da parte del comandante, mi sono rivolto al Difensore Civico, il quale accogliendo pienamente la mia richiesta ha invitato il comandante Marco Longagnani a fornire i documenti richiesti con tanto di riferimenti legislativi e questi ha nuovamente negato l’accesso, senza nemmeno dare una spiegazione in replica a tali riferimenti legislativi, allora mi viene da pensare che ci sia una sorta di sfera all’interno della quale ci si protegge da intromissioni che evidentemente non sono gradite. Sono azioni che scoraggiano il cittadino alla ricerca di risposte e in alcuni casi di una verità, ma siamo anche determinati a insistere senza farci prendere dallo sconforto. Perché abbiamo visto che i cittadini, se sono uniti, se hanno supporto e se vedono che qualcuno riesce ad oltrepassare quelle barriere giudicate impenetrabili, si fanno più coraggio nelle proprie battaglie”.
Lo stesso Vignali fa una precisazione: “Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, siamo molto fiduciosi nell’operato delle Forze dell’Ordine, che nel complesso giudichiamo amici e preziosi collaboratori. Qualche giorno fa, su invito della Polizia municipale di Casina, nelle persone dell’ispettore Corrado Bernardi e dell’agente Alex Arletti, siamo andati con loro a testare il nuovo autovelox 104/E, acquistato anche con finanziamenti europei e da loro utilizzato più per dissuadere che per multare. Seppure fosse una simulazione, abbiamo avuto l’occasione di stare con loro e verificare con quanto rispetto per il cittadino affrontino il proprio difficile mestiere”.
Spiega infatti Agostino Giovannini: “La dimostrazione è stata effettuata sulla statale 63 in direzione Reggio Emilia, dopo la penultima galleria prima del Bocco. Essendo solo una prova non sono state emesse multe, nonostante ciò la PM aveva disposto il cartello di presegnalazione circa 1,5 km prima della postazione, in modo da non sorprendere gli automobilisti ed evitando quindi il rischio di brusche manovre o frenate (cose che a volte capitano). L’autovelox 104/E è dotato di un monitor che visualizza il tratto di strada ripreso dalla telecamera, tutti i dati impostati e la velocità dei veicoli in transito. Vi è poi una stampante collegabile via bluetooth che stampa la schermata, quando richiesto. L’eventuale sanzionato può quindi vedere il proprio video e richiedere seduta stante la stampa della fotografia. In una mezz’ora abbondante di rilevamenti, con limite vigente di 90 km/h, non abbiamo visto nessun veicolo che andava oltre, anzi era già raro trovare veicoli che sorpassassero i 70 km/h: merito della corretta presegnalazione, delle abitudini consolidate degli automobilisti e della presenza costante sul territorio da parte degli agenti. L’agente in servizio, scherzando ma non troppo, ha affermato che al ritmo delle multe che si fanno l’apparecchio verrà ripagato verso l’anno 2050; ma ha anche detto che non importa l’ammontare degli incassi, quanto il fatto che gli utenti della strada abbiano una velocità di percorrenza più sicura, questo sia quando si controlla che quando non lo si fa, dato che gli automobilisti sono abituati ai controlli stradali sul tratto di strada e stanno mediamente più attenti al contachilometri”.
Il comitato non sta quindi con il “fucile puntato” contro chi svolge il delicato e difficile compito di pattugliare le strade: anche da parte loro ci sta l’errore che dobbiamo accettare in quanto persone come noi, purché non si tratti di errore sistematico, vessazione o ancor peggio abuso di potere nei confronti del cittadino.
Aggiunge Vignali: “E’ fondamentale che il cittadino capisca che sulle strade bisogna tenere un comportamento prudente, così come le forze dell’ordine devono concordare che il comportamento prudente o scorretto va valutato in relazione al reale pericolo presente e al traffico. Va bene contestare una multa quando questa rappresenta un eccesso di repressione o se è fatta per fare cassa, è invece necessario che il cittadino faccia il ‘mea culpa’ e accetti la sanzione, magari con un sorriso quando c’è stata imprudenza da parte sua. Questo è il tipo di rapporto che puntiamo a raggiungere, nell’interesse di tutti”.
Infine l’appello: “Chiediamo di segnalarci qualsiasi situazione pericolosa e anomalia di pattugliamento sul nostro sito www.cevitainstrada.it perché il lavoro del comitato si basa per la maggior parte sulle segnalazioni che pervengono da chi percorre quotidianamente le strade della nostra montagna”.